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"Nessuno può voler dimenticare le immagini e le testimonianze delle atrocità commesse dal nazismo e dal fascismo, ma neppure può voler ignorare quelle commesse dall’imperialismo espansionista del Cremlino, che coi cingoli dell’Armata Rossa ha schiacciato milioni di innocenti e la cui polizia segreta ha ucciso, vessato e torturato per decenni un numero incalcolabile di persone."

La nostra carissima amica: Perla


Questo blog è un luogo di dibattito civile, non sono ammesse ingiurie e volgarità, nè nei confronti dei redattori dello stesso, nè nei confronti di chi partecipa al dibattito.
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NON SI ENTRA IN CASA D'ALTRI SENZA PRESENTARSI, per cui firmatevi.

Queste sono le sole regole di casa nostra che chiediamo di rispettare.
Ognuno ha il diritto alla parola, tutti hanno il dovere di attenersi a queste ultime.

Vi ringraziamo.

Jeanne e Emile

Parbleu!

Questo blog non è un essemmesse!

Italiani in 5 anni? No grazie!


Questi terroristi devono capire che la nostra determinazione a difendere i nostri valori e il nostro stile di vita è più forte della loro determinazione a seminare morte e distruzione. Qualunque cosa faranno non riusciranno mai a distruggere quello che amiamo di questo Paese

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venerdì, maggio 09, 2008
2 dicembre 2006

Roma, piazza San Giovanni affollatissima: bandiere di FI, AN, Lega qualcuna persino dell'UDC, nonostante i plenipotenziari di quest'ultima avessero scelto di organizzare un dibattito in perfetta solitudine in un teatro di Palermo. Ho un ricordo vivissimo di quel giorno e della speranza che viveva in ogni partecipante di mandare a casa un governo che si era insediato con una manciata di voti in più e non poche polemiche, condite da qualche sospetto, dato che la legittima richiesta di un riconteggio, visto l'esiguo scarto tra i due contendenti, non fu mai accolta da un'ormai ex-opposizione che si vedeva consegnata insperabilmente le chiavi del potere nelle mani.

Ricordo benissimo i volti cerei di Prodi and Co. sul palco nell'attesa del risultato definitivo, mi sembravano più Iene che azzannavano un qualche cadavere che non gente felice di aver conseguito una vittoria coraggiosa. Quel che seguì lo conosciamo, purtroppo, tutti, i due anni di legislatura più disgraziati della storia della Repubblica dopo quelli bui di tangentopoli. L'unico «fil rouge» tra questi due momenti storici apparentemente lontani è sempre lui: il magnifico Prodi Romano, allora presidente dell'IRI, ovvero il più grande apparato politico industriale del mondo occidentale, ed oggi ex presidente del consiglio; qualcuno su Tocqueville faceva notare che ogni personaggio politico europeo che ha ricevuto l'endorsement di Romano ha visto rovinosamente cadere il proprio consenso popolare. Era ora che ci togliessimo dai piedi questo personaggio oscuro e frequentatore di giochi con  l'aldilà, aldilà che poi, secondo il mio modesto parere, non era molto al di là della cortina di ferro.

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 16:59 | link |
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in quel della repubblica italica, in quel della libertĂ 

venerdì, maggio 02, 2008
Ti ci hanno mai mandato...

Insomma, il Governo Serio e Forte ha dato il colpo di coda, e a causa di quest'ultimo movimento automatico pre-rigor mortis, ha finito per sparare l'ultima dose di *deiezione* sull'Italia e sugli Italiani.
Il vice vampiristro ha fatto pubblicare le dichiarazioni dei redditi del 2006 (cioè, quelle relative al 2005) online, insomma, le ha sdoganate. E a noi va bene, perché il reddito di chi scrive dissuaderebbe qualunque morto di fame a suonare alla porta, a meno che non si adatti a gustare qualche scatoletta per gatti, per altro neanche di primissima qualità.

Ma non di sola scatoletta vive il gatto, e il principio no, quello non ci piace.
1. Non ci piace il gusto amaro dello scherzetto fatto a chi in fondo al piatto guadagnato con onestà ci trova il bacherozzo;
2. Non ci piace il gusto acido dello scherzaccio fatto a chi quel piatto se l'è sudato, se l'è pagato, e se lo ritrova pieno di squatter bacherozzi invidiosi che ci hanno sbavato dentro;
3. Non ci piace neanche il gusto salato dello scherzo da prete fatto a chi, invaso dai bacherozzi, dice: mi va bene, ma ora tocca ad altri bacherozzi... -  ed invece a quegli altri non tocca mai.

Tradotto significa, nell'ordine:
1. non ci piace che la pubblicazione sia avvenuta senza previa comunicazione agli interessati (e poi: perché quella del 2005? perché non cominciare dal 2004, dal 2006, dal 2003, dall'anno scorso?): forse bisognava avvertirli, gli italiani? Mi direte: e perché?? Se uno evade lo devo cogliere in flagrante, devo farlo evadere per poterlo fregare...
E che cosa hai scoperto, cretino? Quello che già avresti potuto sapere da trent'anni, se solo avessi avuto il coraggio di informarti... e poi presentarti a chiederlo carta d'identità alla mano.
Ho detto carta d'identità, non tessera di partito...

2. L'evasione fiscale è un reato da accertarsi nelle sedi competenti, o è un gioco di società in cui sopraffare il vicino di casa? O magari sollazzare qualche extracom che, non sapendo come passare la serata o programmando investimenti per il futuro, si installa in un Internet Point alla ricerca della terra promessa?
Pubblicare IN RETE i dati già consultabili presso le sedi competenti cambia la realtà dei fatti? Cambia il peso dell'evasione fiscale?
NO... dà solo a TE, anonimo (finalmente anonimo!) lurker, annoiato voyeur (sollevato dall'onere di rendere spiegazioni del dove e perché stai spiando), la possibilità di spiare dal buco della serratura i redditi dell'odiato vicino, collega, amante, amante della moglie, blablabla di provincia (ATTENZIONE, i redditi dichiarati, non quelli reali)... Tu, figlio del grande fratello con ansie da zorro, povero imbecille di italiano frustrato da una sinistra frustrata che crede che questa sia una grande seria e forte manovra di pulizia sociale, mentre è solo qualunquismo, polvere (ma forse cipria) gettata negli occhi di chi ancora vuol credere che quel governo (oddio quanto mi pesa chiamarlo così) abbia fatto qualcosa di Serio... e Forte...
come farà il vicino ad avere due macchine? come farà a pagarsi le vacanze? hai finito di roderti il fegato figliolo... denuncialo alle autorità! E' il tuo momento, povera capra.

3. Domanda a tutti coloro che ansimano per la giustizia, e che plaudono all'iniziativa della pubblicazione di cui si parla:
se io cerco di risalire in rete, da privato cittadino, al proprietario di una autovettura, mi si chiede un pagamento. Senza entrare nel merito della cifra, pagamento on line significa dichiararsi, dare un numero di carta di credito, nome e cognome. Senza entrare nel merito della cifra, pagamento on line significa essere tracciabili.
Senza entrare nel merito, io non posso sapere chi è che ogni giorno lede i miei diritti parcheggiando davanti al mio passo carrabile. Per saperlo devo rendermi riconoscibile, o fare una denuncia. Il che mette due persone a confronto. Quattro occhi negli occhi, le sue ragioni contro la mia, le mie ragioni contro la sua. Se IO mi rendo riconoscibile...

In altro ambito, qualcun altro invece potrà tranquillamente trascorrere la notte sbirciando le mie proprietà, di nascosto a me, e alle autorità.

Ecco: sono io sufficientemente pazza, o davvero è lecito che io sostenga che c'è qualcosa che non mi torna?

(jeanne)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 23:09 | link |
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in quel della repubblica italica, in quel della libertĂ , in quel del sinistro governo

mercoledì, aprile 30, 2008
Privacy? No grazie...

leggo sull'Ansa: «L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato oggi on line i redditi di tutti i cittadini con le relative tasse pagate. Lo ha reso noto un'associazione del Popolo della Vita corrente dei Valori, affermando che ''la privacy e' stata violata''. Ad autorizzare la pubblicazione e' un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, anticipato in prima pagina dal quotidiano 'Italia Oggi'. Obiettivo, come scrive Romano, e' 'un quadro di trasparenza.»  Un quadro di trasparenza? Alcuni intervistati hanno giustificato il fatto dicendo che questa pratica è in uso in altri paesi (cosa che a me non risulta) ma posso sbagliare. Fatto sta che la consultazione online degli elenchi dei contribuenti e' stata sospesa. La decisione è stata presa per l'elevato numero di accessi al sito e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali. 'La questione è semplice - ha detto Bersani -, la Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Sta al Garante della Privacy dire fin dove si puo' arrivare'.  Per Visco la pubblicazione è un fatto di democrazia, ergo il garante della privacy ha sospeso la democrazia, salvo affermare ormai messo alle strette: Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorita' Garante della Privacy".

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 21:56 | link |
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in quel della repubblica italica

sabato, aprile 19, 2008
Freud in punta di dita...

Il candidado del PD??

Chi ha battuto
questa notizia di agenzia, stava forse pensando che a Rutelli, per avere il Campidoglio, non è rimasto che giocarselo a dadi? 

(Jeanne)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 20:45 | link |
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parbleu varietĂ 

venerdì, aprile 18, 2008
Faccia di tolla

D'Alema: «Berlusconi vuole tutti i posti»

poi si stupiscono di perdere voti...

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 23:04 | link |
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in quel della repubblica italica

mercoledì, aprile 16, 2008
Richiesta informazioni

Abbiamo un nuovo Governo.
In un certo senso, sarebbe più appropriato dire abbiamo di nuovo un Governo.
La maggioranza degli italiani lo ha scelto, così come gli italiani stessi hanno scelto di terminare alcune frange politiche che vanno (andavano) sotto il nome di sinistra radicale.
Intanto che gli esponenti di questi gruppi in estinzione litigano come i polli di Renzo, io sempre più mi convinco che l'artefice della loro disfatta è stato proprio, in primis, Romano Prodi, che, volontariamente o meno, è riuscito nell'impresa nella quale il centrodestra continuava a fallire.
Comunque sia, il voto è l'espressione della volontà popolare, e la campagna elettorale è morta e sepolta.
La parentesi del Governo Prodi si è chiusa nel modo peggiore per chi ne faceva parte, e questo conferma ciò che non passava giorno che io non sentissi mormorare da chiunque: dal commercialista al verduraio, dalla casalinga al pensionato, non ce n'era uno che ne fosse contento. E parlo di gente di una zona rossa in una regione rossa. Non oso pensare cosa dicesse la gente altrove.
Il Partito Democratico ha raccolto un'eredità pesante e ha cercato di far passare per nuove delle ceneri da ricompattare, perdendo la scommessa.
Inutile elencare le numerose sconfitte (clamorosa quella della Finocchiaro in Sicilia): per la prima volta, rischia di perdere anche il Campidoglio, ed è da considerare che già il dover ricorrere al ballottaggio è un dato senza precedenti, anche se alla fine Rutelli dovesse spuntarla, e sinceramente non è detto...
Che piaccia o no, questa è la democrazia. Per quanto mi riguarda, non so se e in che misura il nuovo Governo manterrà i suoi impegni e riuscirà nei suoi intenti programmatici, ma al di là delle singole misure legislative quello di cui l'Italia ha bisogno prima di tutto è di una situazione di governabilità, governabilità che un'accozzaglia di Peter Pan e di giovani Holden non può garantire, né qui né in nessun altro Paese.
Nell'ambito di un paese governato si può anche costruire un'opposizione costruttiva, che provenga anche da correnti interne alla stessa coalizione di Governo; in condizioni di ingovernabilità c'è solo caos, e nulla può essere validamente fondato e costruito. Per inciso, io non nasco Berlusconiana. Per dirla tutta, Berlusconi mi sta anche sufficientemente antipatico. Ma la politica non si fa a panza, e non farò come una persona che conosco e di cui non dò particolari per non farla riconoscere, che ha votato Casini "perché è bello".

Perciò, io ho bisogno che mi si risponda ad una domanda.

Al di là di ogni legittima convinzione politica, e della comprensibile delusione per la sconfitta della propria coalizione o del proprio partito, leggo da moltissimi blogger uno stesso concetto, anzi, per essere più precisi, una stessa frase. La pronunciano tutti allo stesso modo, tanto che sono qui a chiederne il significato.
Molti di voi dicono di tremare al pensiero dei cinque anni che ci attendono, e che ci attendono cinque anni di incubo.
Mi spiegate per cortesia cosa intendete?
Qual è il vostro concreto timore?
Incubo e terrore sono parole forti, che presuppongono fondati elementi per evocare scenari di apocalisse sociale, non so, coprifuoco, roghi in piazza, purghe e picchiatori in giro per la strada, riduzione in schiavitù, pena di morte, che ne so...

Ecco, io vorrei davvero sapere cosa intendete. Se fate questa campale osservazione presumo non avrete difficoltà a spiegarmela.
Grazie.

(jeanne)


Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 11:23 | link |
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in quel della repubblica italica

martedì, aprile 15, 2008
La scoppola

Un tornado ha spazzato via pezzi storici della politica italiana, con venti anni di ritardo anche da noi i residui dell'ideologia comunista vengono spazzati via dall'ultima tornata elettorale.

Il PD esce a pezzi dalla sua prima esperienza elettorale, ma non credo che il progetto possa affondare a causa di questa sconfitta, anzi sarà forse la giusta medicina per rafforzare la nostra repubblica.

I prossimi mesi saranno difficili: la congiuntura internazionale si prospetta difficile, ma la coesione del centro-destra mi fa essere discretamente ottimista.

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 22:14 | link |
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martedì, aprile 01, 2008
Stato confusionale

Mi pare chiarissimo che la politica italiana volga inesorabilmente verso uno stato confusionale. Stato confusionale che rende questo turno elettorale una chiave di volta: Veltroni per raccattare voti è costretto a riprendere i temi  del centrodestra per segnare la discontinuità con il governo precedente; infatti ha detto correremo da soli, ma abbiamo già visto che così non sarà, correrà con Di Pietro e i Radicali (senza Pannella), ha lasciato solo il povero Boselli il quale (giustamente) non capisce e protesta, ma questo è il prezzo per creare un partito di sinistra che non sia la sinistra: Boselli viene sacrificato come se fosse lui il discendente di quelli che inneggiarono ai Soviet e alla visione totalitaria e totalizzante dell'esperimento socialista.


Non pare andare meglio nel campo opposto, ove un Berlusconi stanco e apparentemente non molto motivato sembra mancare della foga e della volontà che lo spinse ad arrivare ad un risultato di pareggio, assolutamente inaspettato, nel turno elettivo precedente.


Casini tenta la carta della corsa solitaria, ma credo che il suo tentativo vada inesorabilmente verso il fallimento, soprattutto dopo aver imbarcato due figure impeccabili come il giovanissimo De Mita ed il discusso Cuffaro.


La Santanchè (Santancè, come si è ostinato a chiamarla un giornalista un po' distratto) raccoglierà qualche voto di protesta da parte di elettori del cdx insoddisfatti, ma la verità è che i sondaggi hanno ormai disegnato un quadro difficilmente ribaltabile. 

Ancora qualche giorno e questo dubbio, semmai dubbi ci fossero, si risolverà, Prodi e la sua triste esperienza rimarrà una pagina del passato da dimenticare, persino i suoi fanno di tutto per non nominarlo o ricordarlo agli elettori, forse un po' se ne vergognano persino loro.

(Emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 21:32 | link |
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domenica, marzo 09, 2008
L'offesa

Il presidente del nuovissimo PDAdesso, a sinistra, si offendono perchè Berlusconi di fronte ai suoi sostenitori ha stracciato il programma del PD. «Intristisce molto una campagna elettorale in cui si stracciano i programmi» ha detto Prodi, riferendosi al gesto di Berlusconi «i programmi sono il cuore di una campagna elettorale».

Certo professore! Ricordiamo ancora il suo mastodontico e terrificante programma, fatto di tutto ed il contrario di tutto, quel programma è stato il cuore della sua campagna elettorale, ma non per gli elettori, i quali difficilmente lo avranno letto (io c'ho provato ed ho rinunciato), ma piuttosto per la schiera di partiti che componevano la sua coalizione, i quali non avevano problemi a trovare in quel programma pletorico un qualche punto a cui aggrapparsi per chiederLe di rispettare i patti.

Mi chiedo: delle due l'una, è più rispettoso dell'elettore un programma di pochi punti sostanziali comprensibili da tutti e facilmente attuabili, o un mattone di più di 300 pagine illeggibile persino per i più addotti alla politica ed il giornalismo?

Ora Ualter cerca di riproporre uno schema simile, ripulito da quella che si suol chiamare la Sinistra Antagonista che si presenta da sola con Bertinotti Leader. Sento puzza di bruciato, non vorrei che l'accordo si facesse ad urne chiuse. Stessa cosa dicasi per il centro destra, dove la tentazione di imbarcare altre formazioni dopo il voto, potrebbe snaturare la coerenza della coalizione. 
Offensivo non è stracciare un programma, ma esporlo agli elettori con la consapevolezza che questo non potrà mai essere messo in opera, come è avvenuto per il suo governo professor Prodi, presidente del nuovo PD.

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 17:18 | link |
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sabato, marzo 08, 2008
L'anomalia

In Italia , oltre ad aver avuto il partito comunista più forte oltre la cortina di ferro, abbiamo un altra specifica anomalia: il sindacato è una formidabile rampa di lancio politica, cosa che non avviene in nessun altro paese, nemmeno nelle vicine Francia ed ex repubbliche Yugoslave.

Marini presidente del Senato; Bertinotti ha ricoperto tutti i ruoli possibili tra senato e camera dei deputati oltre ad essere ospitato da tutte le famiglie altolocate romane; Cofferati guida la città di Bologna.

Essere a capo o all'interno delle strutture sindacali in Italia significa anche avere l'opportunità di arrivare a importantissimi posti di comando by passando la trafile convenzionali. Qualcuno obietterà che è giusto così, io invece mi chiedo come mai tutto ciò non avviene altrove, ricordo inoltre che il buon Pannella, tempo fa, ci fece votare un referendum per l'abrogazione dei contributi sindacali, sistematica e non vincolata alla libera scelta del cittadino-lavoratore-consumatore. Dove sono finiti i Radicali d'antan e le loro battaglie sulle quali potevamo leggere : «I referendum proposti dai radicali in tema di lavoro e di relazioni industriali sostengono una visione neo-liberista radicale per quanto riguarda sia la regolazione del rapporto di lavoro, sia il ruolo delle parti sociali, che verrebbe sostanzialmente ridimensionato» ?

 

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 17:09 | link |
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venerdì, febbraio 22, 2008
Pecoraro scarso...

Era divertente vedere qualche giorno fa  Alfonso Pecoraro Scanio da un Michele Santoro per niente tenero con lui, arrampicarsi sugli specchi per giustificare la sua totale inconsistenza di fronte allo scandalo dei rifiuti, ha avuto persino l'ardire di voler far credere che loro (I verdi) l'avevano detto e l'avevano previsto e di fronte alle obiezioni di chi gli faceva presente la responsabilità dei verdi rispetto alla mancata realizzazione del termovalorizzatore di Acerra e sembrato addirittura che la colpa fosse di altri, nomi?  I soliti.
Insomma una bella faccia di tola...

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 22:05 | link |
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mercoledì, febbraio 20, 2008
Du gust is megl che uĂ n...

La sinistra gioca la carta dell'offerta speciale paghi uno prendi due: più che un'offerta pare una minaccia: davvero gli italiani saran così “coglioni”
da votare la posticcia maschera Veltroni
che l'inconcludente sinistra ha indossato per le prossime elezioni?

Prodi e Veltroni sono la negazione di ogni legge matematica: se uno più uno una volta faceva due, loro stanno dimostrando egregiamente che uno più uno non fa neanche mezzo. Anzi, tanto uno è uguale a uno che si elidono a vicenda e fanno il solito zero di sempre.
Se Prodi ci deprimeva, Veltroni ci addormenta (e ci fa cascar le braghe oltreché rompere il naso sul tavolo), e la domanda è:
ma fanno una scuola, o nascono così?

La senatrice Finocchiaro stasera a Ballarò ha detto che il problema dell'Italia è che dieci famiglie possiedono il 45% della ricchezza nazionale.
Noi diremmo che il problema è che il restante 55% è ostaggio dello Stato...

(Emile e Jeanne)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 02:05 | link |
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sabato, febbraio 16, 2008
Ce prodi de novo??

Ecco come si presenta il nuovo Partito Democratico. "On prend les même et on recomence" dicono in Francia, credendo che gli italiani se la bevano in silenzio, e accettino di prendere un Veltroni rimesso a nuovo, dopo l'esperienza di sindaco di Roma per rimettere una mano di vernice alla disastrosa esperienza del governo Prodi, sbagliano, gli italiani non sono così fessi come pensano. Anche se, faticosamente, l'Italia e l'Itagliano andrebbero ricostruiti. Ma senza un Prodi che esce dalla porta e rientra dalla finestra, senza che ci riprovasse a sproposito... abbiamo già dato.

E' inutile, il lupo perde il pelo ma non il vizio, ci prendono per i fondelli e vorrebbero pure che noi li ringraziassimo.

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 23:21 | link |
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giovedì, febbraio 14, 2008
Balene e baleni..

Giovedi scorso ho scritto un post sulla rinascita della balena bianca, devo confessare che allora, mentre scrivevo, nutrivo qualche dubbio sulle mie parole le quali, purtroppo, si sono rivelate premonitrici.

Nel frattempo Tabacci e Baccini hanno messo su un movimento chiamato La Rosa Bianca, evidentemente non hanno avuto il coraggio nè di chiamarla Democrazia Cristiana nè Balena e hanno  optato per la più delicata ed effimera rosa, ma la sostanza non cambia.

La strada é tracciata, ci conduce alla rinascita della DC o di un suo simulacro, che comprendenderà tra pochissimo tempo Mastella e le sue truppe in rotta con L'Unione e Casini in rotta di collisione con Berlusconi,  sicchè ci ritroveremo con il PD di Veltroni, il PdL di Berlusconi-Fini, il partito della Sinistra Arcobaleno, e la nuova DC, che si porrà in mezzo a fare da ago della bilancia, sì insomma un bel passo avanti verso la modernità...

(Emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 23:58 | link |
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in quel della repubblica italica

giovedì, febbraio 07, 2008
Affari di cetacei...

Il Giappone ci stupisce con le sue capacità di sfornare prodotti tecnologicamente avanzati nel campo dell'elettronica o dei motori, campi dove in pochi decenni è riuscito a raggiungere livelli d'eccellenza, poi cade nuovamente in basso con l'annoso problema della caccia alle balene: l'Australia ha nuovamente denunciato il fatto mostrando immagini dove si vede  la cattura di una balena ed un balenottero, immagini raccapriccianti. Ora mi chiedo: non è possibile, da parte dei paesi occidentali, promuovere una sorta di freno all'importazione dei prodotti giapponesi per indurre questo paese a mettere fine a questa mattanza? So che interessi economici enormi rendono questa cosa praticamente impossibile, ma anche in ragione di questo deve essere possibile esercitare una quache pressione sul governo nipponico.

In Italia invece assistiamo al disperato tentativo di rianimare la balena bianca della DC, questo sia a destra che a sinistra, non ricordo chi disse "moriremo tutti democristiani"... credo che difficilmente questa previsione  si potrà avverare, ma quel che è certo è che non in pochi si adoperano per renderla ancora fattibile. Che facciamo, chiamiamo qualche nave giapponese a risolverci il problema, visto che i "giapponesi" Radicali si sono sciauguratamente affondati da soli?

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 14:39 | link |
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in quel della repubblica italica, in quel dell oriente e occidente

domenica, febbraio 03, 2008
Due donne down..

utilizzate come kamikaze: non riescono a smettere di stupirci nella capacità di produrre orrore su orrore, i cosidetti resistenti iracheni hanno utilizzato due donne affette da  trisomia 21 (sindrome di Down). Complimenti a costoro e a coloro che hanno avuto il coraggio di paragonarli ai nostri resistenti. Vero è che se si riducono a dover imbottire poveri esseri assolutamente inconsapevoli, vuole anche dire che di uomini disposti a sacrificarsi per la loro ignobile battaglia non ce ne sono più tanti. All'orrore non c'è mai fine, ma questi uomini (???) sanno come sorprenderci. Voglio ben vedere chi, qui da noi, avrà ancora il coraggio di difenderli. 

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 00:04 | link |
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in quel del mondo, in quel dellirak

sabato, febbraio 02, 2008
Quel gran genio di Francesco...

Ho (disgraziatamente) assistito ad un dibattito su RaiUno nel quadro della serie Tv7, condotto da Gianni Riotta a cui partecipavano Beppe Pisanu, Pierferdinando  Casini e quella brillantissima volpe di Francesco Rutelli... Rutelli, ad un certo punto, rispondendo ad un intervento di Pisanu (il quale affermava che c'era stato un incontro ed un patto tra Berlusconi e Casini), ha così risposto: "Beh c'è stato pure il patto Molotov-Ribbentrop..."  Purtroppo le telecamere in quel momento non hanno inquadrato la faccia degli altri partecipanti, ma se fossero state per caso come la mia, sarebbe stato certamente un grande momento di varietà: altrochè Fiorello e Baldini, qui questo buon tempone  ha con una battuta sola fatto registrare il vero varietà più corto del mondo, basta dargli la parola per un minuto solo, il gioco è fatto. Rutelli, l'uomo politico più inutile del mondo.

(emile)

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in quel della repubblica italica

mercoledì, gennaio 30, 2008
A Marini l'esplorazione dell'evidente...

Napolitano ha demandato a Franco Marini, detto anche Francesco Marini, presidente del senato, il compito di esplorare la possibilità di un governo a tempo determinato, o a scopo come vogliono chiamarlo lo chiamino, poco mi importa.

Insomma, dopo aver imprecato per mesi contro il problema del precariato, scelgono la soluzione del primo ministro precario, anziché farci tornare alle urne come sarebbe giusto.

Questa cosa del'esplorazione mi sa tanto di stantio, di governo Rumor o Fanfani. D'altronde cosa aspettarsi da un Presidente coevo dei due nomi che ho citato? Un incarico esplorativo che mi pare sia come mandare tre navi alla ricerca delle Indie oltre le colonne d'Ercole. 

Invece di andare avanti si torna indietro, la solita italietta timorosa di infrangere schemi e regole (mai scritte), frutto di vari decenni di governo democristiano. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Che tristezza.

si ringrazia la Stampa per la foto

(emile)

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in quel della repubblica italica

martedì, gennaio 29, 2008
L'ipocrisia rende schiavi

Veniamo a sapere che Oscar Pistorius rischia di non essere ammesso alle Olimpiadi di Pechino, in quanto un atleta che utilizza le sue speciali protesi "ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi".

Fantastico.
Mi domando per quale motivo i migliori velocisti del mondo, dopo i superallenamenti, i superdoping e i superpoteri non abbiano optato in massa per la superamputazione e le superprotesi al carbonio.
Anzi, se questi aggeggi danno questi micidiali vantaggi, finisce che la superprotesi al carbonio dal ginocchio in giù finirà tra i primi posti, giocandosela al filo di lana con plastiche al seno, ai nasi, ai peni, e gingilli simili.
C'est à dire, il futuro della chirurgia edonistica.

Oscar Pistorius è nato con una malformazione che ha richiesto che gli venissero amputate le gambe, quando aveva undici anni.
Ciò nonostante, non solo non si è suicidato, ma neanche è finito barbone da qualche parte o preda della tossicodipendenza o dell'alcool (che è la stessa cosa) dando la colpa alla società piuttosto che ai genitori piuttosto che al governo piuttosto che alla sfiga piuttosto che al malocchio;
non è diventato neanche un premio nobel di fisica o matematica, che già avrebbe smaccato tutti, ma almeno si sarebbe trattato di cervello, no, addirittura, guarda un po', è diventato un campione del mondo di atletica, e campione paralimpionico.
Cioè, è andato al cuore del problema.

Già, paralimpionico.
Le paralimpiadi.
Le paralimpiadi sono nate, e giustamente, per stimolare coloro che, colpiti da un qualche handicap, si sentivano (e sono!) ciononostante normali e competitivi, umani, forti e vivi, lacrime e sangue, carne e cuore... che belle le paralimpiadi, come ci sentiamo solidali e commossi a vedere quegli atleti (poveracci), vero?

Poi arriva uno, che si chiama Oscar, che pretende di oltrepassare il confine tra il "normale" e il "resto".
E gli dicono di no.
Perché le sue protesi lo favoriscono.
Un calcio al suo sogno. Il disconoscimento ufficiale della sua "umanità". E a quella di tantissimi altri. Si è tradito lo spirito, della paralimpiade.
Sai che figura, se Oscar desse punti ad uno (magari un velocista cinese) tanto normale.
Se non ne avessero paura, non gli avrebbero impedito di partecipare...
Con questa decisione, è stato sancito che le paralimpiadi sono un ghetto. Un ghetto dal quale non si può uscire, e se pure lui si confrontasse con atleti normodotati, e li battesse... non avrebbe meriti! Perché il merito sarebbe delle protesi!

Il 27 gennaio sarebbe stato il giorno della memoria.
Beh, forse bisognerebbe constatare che c'è qualcosa che è ancora tra noi.
Noi, che oltre a blaterarne, ne comprendessimo lo spirito.
Noi, che per qualche maldigerito complesso di colpa o demagogico progetto siamo oggi pronti ad accogliere un nomade alcolizzato ed assassino tra i testimonial della nostra società, ipocriti che non siamo altro, ma siamo altrettanto pronti a ricordare ad un Uomo che l'esser nati senza le gambe giuste non è viatico ad alcunché, neanche se corri, neanche se vinci il trauma, la sofferenza, te stesso...

Cosa striscia ancora tra noi, se non qualcosa che si chiama nazismo?

(Jeanne)

 

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in quel del mondo, in quel della libertĂ 

sabato, gennaio 26, 2008
Da De Gennaro a San Gennaro

I nap