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venerdì, maggio 09, 2008
2 dicembre 2006

Roma, piazza San Giovanni affollatissima: bandiere di FI, AN, Lega qualcuna persino dell'UDC, nonostante i plenipotenziari di quest'ultima avessero scelto di organizzare un dibattito in perfetta solitudine in un teatro di Palermo. Ho un ricordo vivissimo di quel giorno e della speranza che viveva in ogni partecipante di mandare a casa un governo che si era insediato con una manciata di voti in più e non poche polemiche, condite da qualche sospetto, dato che la legittima richiesta di un riconteggio, visto l'esiguo scarto tra i due contendenti, non fu mai accolta da un'ormai ex-opposizione che si vedeva consegnata insperabilmente le chiavi del potere nelle mani.

Ricordo benissimo i volti cerei di Prodi and Co. sul palco nell'attesa del risultato definitivo, mi sembravano più Iene che azzannavano un qualche cadavere che non gente felice di aver conseguito una vittoria coraggiosa. Quel che seguì lo conosciamo, purtroppo, tutti, i due anni di legislatura più disgraziati della storia della Repubblica dopo quelli bui di tangentopoli. L'unico «fil rouge» tra questi due momenti storici apparentemente lontani è sempre lui: il magnifico Prodi Romano, allora presidente dell'IRI, ovvero il più grande apparato politico industriale del mondo occidentale, ed oggi ex presidente del consiglio; qualcuno su Tocqueville faceva notare che ogni personaggio politico europeo che ha ricevuto l'endorsement di Romano ha visto rovinosamente cadere il proprio consenso popolare. Era ora che ci togliessimo dai piedi questo personaggio oscuro e frequentatore di giochi con  l'aldilà, aldilà che poi, secondo il mio modesto parere, non era molto al di là della cortina di ferro.

(emile)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 16:59 | link |
commenti (6) | commenti (6) (popup)|
in quel della repubblica italica, in quel della libertà


Commenti
#1   10 Maggio 2008 - 19:17
 
Io tutto questo odio nei confronti di Prodi non l'ho mai capito più di tanto. Neanche fosse un piduista! E non capisco neanche perchè quando si cita l'episodio della seduta spiritica ci si dimentica che il buon romanone non era da solo a "spiritare". Baldassarri (mica un quaquaraqua qualunque, ma il numero due del Ministero dell'economia durante tutti e cinque gli anni della legislatura di centro-destra) era lì con lui a "piattinare". Nonostante ciò, lo dico per inciso, per me Baldassarri è stato un buon viceministro; quando l'ho sentito parlare l'ho trovato poco o per nulla demagogico e molto preparato.
Saluti e buon lavoro,
Giulio
utente anonimo

#2   10 Maggio 2008 - 21:10
 
Giulio, non si tratta di odio, ci mancherebbe, solo che trovo il personaggio ampiamente sopravvalutato. Lo ricordo anni fa quando faceva lezioni di economia alla TV, ecco non mi sembra che queste abbiano lasciato un segno indelebile nella storia della Rai, isegni indelebili sono ben altri, tutti nelle tasche degli italiani...
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#3   10 Maggio 2008 - 21:28
 
Ma lo sanno gli estimatori di Prodi cosa scriveva di lui l'Unità prima che si schierasse a sinistra?
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#4   10 Maggio 2008 - 21:42
 
Hai ragione Ephrem, mi sono espresso molto male quando ho parlato di odio. Me ne dispiaccio particolarmente perchè so quanto mi da fastidio quando, dall'altra parte, si prende ogni critica come segnale di odio-e-livore. Quindi sono doppiamente in fallo. Non penso di essere un particolare fan di Prodi, però penso che, soprattutto nel biennio 96-98 l'accoppiata tra lui e Ciampi abbia conseguito i risultati più interessanti degli ultimi venti anni in termini di politica economica tra i governi che si sono succeduti in Italia.
Ah, e non ho mai comprato l'Unità
Un saluto,
Giulio
utente anonimo

#5   11 Maggio 2008 - 00:46
 
Giulio, se ti riferisci allo sforzo conseguito per entrare nell'euro, ti dico onestamente che dopo un iniziale entusiasmo per il raggiungimento di codesto obiettivo, ho cominciato a pensare che per l'Italia sarebbe stato utile un coinvolgimento successivo e più graduale per contenere la speculazione sulla conversione Euro / Lira. Te ne parlo in cognizione di causa lavorando in quegli anni in banca e occupandomi direttamente delle problematiche collegate.

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#6   13 Maggio 2008 - 14:54
 
Una cosa è certa, Emi: ai giardinetti Margherita (BO) a portare i nipoti e i cagnolini non ci andrà. Ha cercato fino all'ultimo un posto in prima fila alla Ue dopo le dimissioni di Frattini, neoletto ministro degli Esteri.
E se Mortadella non è riuscito nei suoi intenti , è solo perché sta sugli zebedei anche a Barroso (meno male che una volta tanto ci serve pure Barroso). Ciao.
Nessie
utente anonimo

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