Attenzione: post lunghissimo!!
In questo post non entrerò nel merito della veridicità o meno del documentario di Rainews su Falluja; il mio intento è quello di dare informazioni scientifiche e come tali neutrali e verificabili che costituiscano lo strumento in base al quale tutta la storia del bombardamento di Falluja possa essere rivista e rivalutata, anche da chi magari non ha la necessaria preparazione scientifica.
In corsivo trovate la descrizione così come è tratta dai testi a mia disposizione, anche se, per questioni di spazio, talvolta ho dovuto riassumere e sintetizzare e anche se, per lo stesso motivo, essa non sarà completa. Me ne scuso fin d’ora.
Come mi scuso fin d’ora delle evidenti ripetizioni che farò su questioni già dibattute altrove.
Nelle mie considerazioni cercherò di attenermi il più possibile a fatti concreti.
Il fosforo
Il fosforo è elemento chimico altamente reattivo, e la sua reazione con l’ossigeno a formare pentossido di fosforo è altamente esotermica. Una reazione chimica si dice esotermica quando avviene spontaneamente con liberazione di energia (che sarà sia sotto forma di luce che di calore). Ogni sostanza che brucia libera calore, ogni combustione è processo chimico in cui qualcosa si combina con l’ossigeno liberando energia. Alcune sostanze sono particolarmente infiammabili, e il fosforo è instabile già a trenta gradi centigradi, quindi a temperatura ambiente. Basta un piccolo aumento di temperatura, come ad esempio quello dovuto all’attrito che si genera quando si sfrega un fiammifero, per innescare la reazione di combustione con l’ossigeno. In assenza di ossigeno la reazione è impossibile, e il fosforo è stabile. Una volta iniziata, la reazione procede fino a che tutto il fosforo non abbia reagito con l’ossigeno presente. Se la reazione di combustione del fosforo avviene in presenza di qualche materiale a sua volta infiammabile si innescherà una catena di combustioni di varia natura, che necessariamente coinvolgerà anche tutti i materiali ed i prodotti che non contengono ossigeno, ma che vengono a contatto con il calore prodotto dalla reazione di ossidazione del fosforo.
Le ustioni da fosforo, ed esclusivamente da fosforo, interessano solo le aree direttamente colpite dal fosforo stesso e la reazione di combustione si verifica dove la pelle è venuta a contatto con esso; ad esempio, nel caso di schegge, si formano escare ed aree necrotiche circondate da vescicole, che emanano un caratteristico odore di aglio. La reazione di combustione che avviene nella zona dermica colpita permette all’eventuale scheggia di penetrare più profondamente, ove il potenziale di penetrazione dipende dalla quantità relativa di fosforo e di ossigeno; il pentossido di fosforo (P2O5) sequestra cinque atomi di ossigeno ogni due atomi di fosforo; quando tutto il fosforo disponibile ha sequestrato tutto l’ossigeno che stechiometricamente gli compete la reazione si arresta. Le ustioni così provocate sono quindi in genere localizzate (la loro estensione dipendendo dall’area di contatto) e sono di secondo-terzo grado.
Le ustioni riportate in genere sono comunque di tipo misto, ove l’estensione delle stesse ad aree esterne alle aree di effettivo contatto col fosforo è dovuta all’ignizione dei vestiti o di altri materiali a contatto con l’epidermide, e queste si presentano quindi come ustioni di tipo classico.
Il fosforo è tossico all’ingestione, e provoca disturbi gastrointestinali con vomito fosforescente e caratteristico odore di aglio; dosi massicce possono causare collasso cardiovascolare; avvelenamenti accidentali da ingestione di fosforo si verificano frequentemente ove esso venga impiegato ad esempio come rodenticida, o per contaminazione di falde acquifere da dosi eccessive di fertilizzanti a base di fosfati. L’avvelenamento cronico da fosforo determina caratteristico odore di aglio nell’alito, anemia, cachessia, bronchite, necrosi epatica, degenerazioni a carico del tessuto osseo (che ne contiene in quantità sotto forma di apatite), necrosi della mandibola (questo ultimo sintomo è l’elemento cardine della diagnosi differenziale).
Per inalazione risulta corrosivo a carico delle vie aeree perché combinandosi con l’umidità dell’aria e delle mucose reagisce a formare anidride fosforica e poi acido fosforico; in questo caso gli effetti sono sostanzialmente irritanti più che tossici, in quanto il fosforo è legato e non disponibile per reagire con l’ossigeno ossidandosi.
Il fosforo (da cui il suo nome) che permane nei tessuti viventi o nei suoi prodotti, così come nel terreno e nelle strutture edili, eccetera, emette la caratteristica luminosità detta “fosforescenza” facilmente apprezzabile specialmente nelle ore notturne o con strumenti specifici ( esempio, lampada di Woods).
A Falluja:
1) Corpi presunti carbonizzati sono stati rinvenuti con gli abiti intatti addosso. Un’eventuale bombardamento al fosforo capace di carbonizzare i corpi avrebbe sviluppato un calore tale che nessuna fibra animale o vegetale, per non dire di quelle sintetiche, sarebbe rimasta intatta. Consideriamo inoltre che anche le fibre tessili contengono ossigeno, ossigeno che anch’esso avrebbe reagito col fosforo.
2) I corpi presunti carbonizzati potrebbero risultare quindi dall’uso di armi incendiarie contenenti fosforo solo come additivo (quello che impropriamente è stato definito napalm, per capirsi)? Non si spiegano i vestiti intatti, né la mancanza di segni di combustione nelle zone in cui questi cadaveri sono stati rinvenuti.
3) Ciò che appare come carbonizzazione, a fronte della permanenza di abiti intatti, dev'essere perciò frutto di processi diversi dall'ignizione, e il più probabile di questi è la putrefazione (comprovata anche dalla presenza di larve e vermi, che su un corpo carbonizzato non avrebbero di che nutrirsi, e probabilmente comunque morirebbero, a causa della tossicità del fosforo stesso).
4) L’unica ipotesi alternativa al punto 3) è l’utilizzazione di un dispositivo a microonde, che quindi risparmia tutto ciò che non contiene molecole di acqua libere al proprio interno. Ipotesi improponibile in quanto un dispositivo di questo tipo non esiste.
5) La città non risulta presentare una luminescenza residua che possa essere inequivocabilmente identificata come contaminazione da fosforo; nella scuola di Beslan il fosforo venne usato, e le mura della scuola presentano fenomeni di luminescenza che comunque, ovviamente, è dose dipendente. Se a Falluja ne fosse stato usato nella quantità necessaria ad un bombardamento, la luminescenza dovrebbe permanere per anni a meno di bonifiche drastiche; il terreno sarebbe contaminato, le falde acquifere compromesse, l’aria probabilmente tossica.
6) Vengono mostrati dei cani morti e intatti. Dato che il loro corpo ha una costituzione identica a quella del corpo umano non si capisce perché essi non siano inceneriti.
7) Le foto aeree della città mostrano ampie zone coltivate e con alberi bene allineati e verdi; considerazione identica a quella fatta per i cani.
8) Il fosforo è stato usato come tracciante e illuminante; in genere di esso vengono imbevuti dei feltrini che rilasciano scie luminose; se questi oggetti cadono su un corpo umano provocano delle comprensibili ustioni, molto dolorose e magari difficili da estinguere, ma localizzate. La scottatura in questo caso non è tanto dovuta solo al fosforo quanto all’elevata temperatura che qualunque corpo assume durante un processo di combustione. Anche in questo caso, se cade su un vestito presumibilmente lo infiamma. Semmai il corpo si ustiona dopo.
SCHEDA TECNICA SULL' MK77 (Tratto da QUI)
Gli ordigni MK77 da 750lb, MK78 da 500lb ed MK79 da 1000lb, rappresentano l’evoluzione delle bombe al Napalm usate in Vietnam.
Il Napalm, miscela composta da benzene (21%), benzina (33%) e polistirolo (46%), viene sostituito dal fosforo bianco (WP), solido che può essere maneggiato in sicurezza soltanto in ambienti nei quali è dominato l'ossigeno. Una volta asciutto, si brucia ferocemente in aria, producendo un fumo bianco denso. I frammenti di fosforo incendiato causano ustioni multiple, variabili per gravità, profondità e forma. Sul corpo delle persone colpite i frammenti continuano la combustione fino all'esaurimento totale dell'ossigeno presente nell'ambiente e nei tessuti, a meno che non si intervenga prontamente a soffocare la reazione chimica con fango o altre sostanze simili. Anche i vapori conseguenti alla combustione del fosforo bianco sono altamente tossici per l'uomo.
Il fosforo bianco viene utilizzato, in modeste quantità, sul campo di battaglia al fine di illuminare gli obiettivi presenti nel teatro di guerra o per coprire, in virtù dell'effetto fumogeno, gli spostamenti delle truppe.
Sulla base di queste considerazioni, l'uso del fosforo bianco contro uomini o animali va considerato come ricorso a un'arma chimica per la sua alta potenzialità offensiva, per la totale assenza di controllo degli obiettivi e, infine, a causa del suo effetto prolungato nel tempo. Ne è vietato l’uso in zone ove siano presenti civili.
Il filmato pubblicato in questo speciale di Rainews24 mostra la micidiale pioggia di fosforo bianco scatenata da elicotteri da combattimento su Fallujah; intorno alle aree colpite, per un raggio di circa 150-200 metri, si è innescata una reazione incendiaria a catena, colpendo i tessuti vivi e ricchi di ossigeno delle persone presenti e provocando un “effetto microonde” paragonabile agli ordigni a "effetto neutronico" (che lasciano integri gli edifici e uccidono gli esseri viventi).
OSSERVATORIO
Il Comparto Difesa
Isp. CFE Dct. Domenico Leggiero
Questo documento contiene delle evidenti inesattezze.
-
Partire sic et simpliciter citando il paragone con il Vietnam veicola l’opinione del lettore in una direzione ben precisa. Leggendo testualmente, si evince che il Napalm viene sostituito dal fosforo bianco, tout court. Delle due l’una: o il fosforo ha completamente sostituito gli idrocarburi e quindi l’MK77 non può più essere definita “napalm”, e non ne può essere l’evoluzione perché diventa completamente un’altra cosa, oppure non lo ha completamente sostituito, quindi in questo testo c’è un errore. L’MK77 contiene fosforo, ma non ne è il componente principale. Se viene usata l’MK77 non c’è vestito che tenga. La presenza di fosforo diventa irrilevante. Fa già abbastanza il botto di suo. L’MK77 è stata usata dai soldati USA contro milizie Iraqene. Un’azione di guerra.
-
Sulla base di queste considerazioni? Mi domando quali, o probabilmente in questo testo manca un pezzo. L’uso del fosforo bianco sarà sicuramente offensivo, ma i dati che abbiamo analizzato ci dimostrano che NON è stato usato nei termini in cui ci si vuole far credere.
-
La micidiale pioggia di fosforo bianco scatenata da elicotteri da combattimento? Ora chiedo a voi che ve ne intendete di più, l’MK77 si butta giù dagli elicotteri? Si sta evidentemente cercando di mettere assieme quanto più sensazionalismo possibile per colpire solo due cose: l’immaginazione e l’emotività degli spettatori.
-
Effetto neutronico.? La bomba N è nata invece (rispetto alle altre tipologie nucleari N.d.JdlP) come arma tattica, e permette di eliminare l'avversario producendo solo limitate devastazioni del territorio, e riducendo l'inquinamento radioattivo. In questo modo è possibile il recupero dei mezzi bellici e industriali del nemico. La bomba N è una bomba a neutroni. Si tratta di una bomba termonucleare di modesta potenza che concentra l'energia sviluppata nella reazione nucleare principalmente nell'emissione di neutroni veloci e meno negli effetti di scoppio e di calore, al contrario di ciò che avviene con le bombe A a fissione anche di piccole potenze. La bomba N è praticamente una bomba a fusione di piccole dimensioni e di limitata potenza, probabilmente inferiore a un kiloton, ma dotata di opportuni accorgimenti tecnici che consentono una notevole diffusione di neutroni entro un raggio molto superiore a quello distruttivo dell'ordigno che dovrebbe essere di 200-300 m. I neutroni possono penetrare attraverso notevoli spessori di materia e quindi per un grande raggio di azione essi possono uccidere tutti gli esseri viventi senza distruggere costruzioni e materiali. Quindi: la bomba a neutroni nel raggio di 200-300 metri produce esplosione e calore ed in questo raggio uccide come qualunque altra, compreso l’incenerimento di tutto quello che trova a portata di mano sensibile agli effetti del calore e dell’onda d’urto; oltre questo raggio, ed entro questo raggio nel caso vi fosse qualcuno protetto, ad esempio, da un involucro metallico resistente ed impermeabile ad altri tipi di radiazione (carri armati), l’effetto letale è dovuto ai neutroni, che colpiscono la struttura cellulare compromettendone le proprietà vitali. In sostanza: entro quel raggio (che poi varia, a secondo della potenza) brucia tutto (vestiti compresi); fuori da quel raggio, non brucia niente, si muore per altri motivi.
-
Per quanto riguarda la trasformazione del fosforo in arma a neutroni rimando ai trattati di alchimia medioevale, o a qualche esperto di civiltà Klingon.
-
Da questo testo dovremmo dedurre che: l’MK77 è costituita da fosforo puro, la buttano giù dagli elicotteri, è un’arma chimica, che però brucia tutto come un forno a microonde risparmiando i vestiti delle persone e il pelo dei cani; in questa circostanza il fosforo perde la sua caratteristica di luminescenza ma acquista miracolosamente le proprietà di un elemento radioattivo in grado di sortire gli effetti di una bomba a neutroni; pur essendo il fosforo luminosissimo le esplosioni non sono comunque particolarmente visibili; il fosforo così diffuso non lascia tracce tossiche significative sul territorio, al punto che la città è rimasta ed è tutt’ora abitata senza che nella popolazione si evidenzino segni di intossicazione cronica da fosforo o effetti a lungo termine della radiazione N.
-
Tutto il contrario della mia iniziale descrizione in corsivo relativa al fosforo. Evidentemente qualcuno sbaglia.
UPDATE: QUI trovate una foto aerea di Fallujah di alcuni giorni dopo la battaglia. Ingranditela ed osservatela bene. A voi giudicare se questa è una città "distrutta" da una micidiale pioggia di fosforo bianco, o di napalm o di chissà che.
Le armi chimiche
Concludo, con alcune brevissime informazioni su quelle che vengono classificate come armi chimiche sul serio.
L’operazione più devastante, compiuta nel marzo del 1988, non rientrava ufficialmente nella campagna “Anfal”; era infatti un’operazione militare della guerra Iraq-Iran, ed aveva come obiettivo una città di 45 mila abitanti, Halabja, situata al confine con l’ Iran in territorio curdo-iracheno. La mattina del 16 marzo 1988 gli aerei iracheni colpirono a più riprese la cittadina con un cocktail micidiale di gas nervini: iprite, tabun, VX, napalm e fosforo bianco mai prima d’allora impiegati contro civili. Si stima che un numero di persone compreso tra 5000 e 7000 morì all’istante. Migliaia di sopravvissuti fuggirono tra le montagne alla volta dell’Iran. Gli iracheni continuarono ad usare armi chimiche contro i Curdi il 26 e 27 agosto dello stesso anno, per colpire la gente che fuggiva: almeno 70 mila Curdi avevano raggiunto i territori turchi per sottrarsi al crudele inseguimento delle truppe irachene. Vennero ancora usate contro i Kurdi le armi chimiche durante la Guerra del Golfo, nel 1991, quando si ebbe l'esodo di 2 milioni di Kurdi verso l'Iran e la Turchia: l'esodo più vasto dell'era contemporanea.
(fonte: ANSA)
I Gas Nervini
Cercherò di essere breve: a qualunque categoria appartengano, li accomuna l'effetto farmaco-fisiologico: l’inibizione dell’acetilcolinesterasi, l’enzima deputato a idrolizzare l’acetilcolina (neurotrasmettitore sia a livello del sistema nervoso parasimpatico, sia a livello della placca neuromuscolare). L’inibizione dell’acetilcolinesterasi determina una permanenza dell’acetilcolina nello spazio sinaptico con conseguente esaltazione e prolungamento della sua attività a livello del recettore postsinaptico; a seconda della localizzazione della sinapsi, tale ipereccitabilità prolungata può esitare in contrazioni muscolari tetaniche da depolarizzazione permanente con conseguente morte per asfissia da blocco dei muscoli respiratori intercostali e del diaframma, e fibrillazione cardiaca da inibizione del controllo vagale sul muscolo cardiaco.
Ometto gli effetti parasimpaticomimetici su altri distretti anatomici, e gli effetti a livello del SNC. La morte è dose dipendente e può avvenire in cinque minuti.
Il legame del composto con l’enzima è irreversibile, salvo disponibilità di antidoti come la ossime che comunque devono essere somministrate in dosi massicce e non sono comunque ugualmente adeguate per tutti i composti; se la morte non sopravviene subito, bisogna attendere i tempi biologici di sintesi di adeguate quantità di nuovo enzima. L’azione degli anticolinesterasici può essere contrastata in caso di urgenza (es. previsione di attacco chimico) con massicce dosi di atropina, la cui somministrazione deve però essere tempestiva, in quanto l’atropina deve andare ad occupare i recettori per l’acetilcolina prima che l’acetilcolina stessa riesca a farlo.
La liposolubilità di questi composti ne amplifica la pericolosità, in quanto ritarda la loro eliminazione dall’organismo facilitandone invece l’assorbimento sistemico.
Tabun. Etil-N-dimetilcianofosforamide
Sarin. Isopropilmetilfluorofosfonato.
Soman. Pinacolil-metil-fluorofosfonato
Parathion
Malathion
VX. Acido metilfosfonotioico
...
L’elenco è infinito, o comunque molto nutrito. Se qualcuno desidera informazioni in più, sa dove trovarmi.
Vedere anche: anticolinesterasici, organofosforici, carbammati; e poi, per completare il quadro: diossine, vescicanti.
Piccola precisazione: gli organofosforici contengono fosforo pentavalente; prego non impressionarsi; non è che è tossico lui in quanto tale; la fosforilazione dell’enzima contribuisce a rendere più stabile la sua forma inattivata; non è il fosforo che agisce sul sito catalitico dell’enzima, bensì il resto delle molecole. Il fosforo libero o i suoi ossidi non possono agire sull’acetilcolinesterasi e non vi hanno niente a che fare.
Prego tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere di segnalarmi qualunque inesattezza dovessero cogliere nel mio scritto, ma avendo l’accortezza di fornire la fonte comprovabile delle loro obiezioni.
Grazie a tutti per l’attenzione.
(Jeanne)

Postato da: Jeanne e Emile De la Penne a 23:31 |
link |
commenti (82) | commenti (82) (popup)|